Ilaria Biasin
Ambasciata d’Italia a Colombo (Sri Lanka)
Ufficio cooperazione
III Bando 2006
1) Cosa ti ha spinto a fare richiesta di partecipazione ad un tirocinio MAE?
Non so dire esattamente cosa mi abbia spinto a partecipare al bando MAE CRUI, probabilmente un insieme di fattori, tra cui il fascino di poter lavorare presso una sede diplomatica a progetti di portata internazionale, magari in un paese all’altro capo del mondo a questioni di cui sentiamo parlare ma che non comprendiamo mai a fondo…tutte cose che il progetto sembrava potermi offrire e che, effettivamente, mi ha dato.
A ciò si aggiungeva il fatto che mi incuriosiva quanto il mio CV universitario e extra accademico potesse essere competitivo; i criteri di scelta infatti sono abbastanza stretti e mettermi in gioco per la selezione mi pareva una sfida interessante.
2) Che tipo di mansioni hai svolto?
Io ho svolto il programma di tirocinio presso l’Ambasciata d’Italia a Colombo, in Sri Lanka, in parte nell’ufficio commerciale e in parte in quello di cooperazione allo sviluppo: da un lato mi occupavo dei contatti con la stampa, la camera di commercio, gli espatriati e le autorità locali, l’aggiornamento del sito e quant’altro. Dall’altro ho contribuito alla chiusura dei progetti “Emergenza Tsunami”, che nel dicembre 2004 colpì anche lo Sri Lanka, oltre ad assistere e collaborare alla stesura del nuovo piano di sviluppo che avrebbe poi richiesto risorse e approvazione al Ministero, a Roma: inutile sottolineare quanto l’esperienza sia stata preziosa e stimolante.
3) Quali impressioni hai ricevuto dal paese che ti ha ospitato?
Lo Sri Lanka è un paese in via di sviluppo, colpito non solo dallo tsunami tre anni fa, ma depresso da un conflitto civile che si prolunga da circa un trentennio; è comunque un territorio meraviglioso, la natura è spettacolare e le persone nascono col sorriso. Per ovvie ragioni, però, è molto diverso da quello a cui siamo abituati, all’inizio può anche sembrare difficile, ma è comunque una terra ospitale, si tratta solo di riformulare le proprie abitudini, il resto viene da sé.
4) Oltre al fatto di poter aggiungere un’interessante voce sul tuo curriculum vitae, cose senti che ti ha portato questa esperienza?
L’arricchimento che ho tratto dall’esperienza MAE CRUI è molto ampio, difficile da concretizzare in poche righe. Credo che una cosa non trascurabile tra tutte sia la possibilità di pensare che certi “elevati” obiettivi sono raggiungibili se solo ci si mette in discussione: prima di partire non avrei mai immaginato di essere in grado di lavorare in ambasciata a progetti sviluppo per un paese così diverso e così lontano, in guerra civile e colpito da una catastrofe ambientale, di sopravviver a un tale stravolgimento della mia quotidianità…e invece l’ho fatto. Ho incontrato persone provenienti da ogni parte del mondo: architetti, ingegneri, giornalisti, scienziati…età ed estrazioni sociali disparate, ognuno con la propria storia e una ragione differente per trovarsi in Sri Lanka: il confronto ha in sé un’energia inimmaginabile.
5) Il lavoro svolto ti ha aiutato a definire meglio le tue inclinazioni professionali? In che modo?
Credo di voler scolpire per me stessa una carriera “internazionale”, che mi porti a viaggiare e conoscere…che faccia del confronto, appunto, il suo motore.
6) Pensi che in futuro proseguirai la strada che hai già intrapreso?
Ci sto pensando, non lo escludo…vedremo, ora davanti a me ho una tesi di laurea da concludere. Raggiunto l’obiettivo prioritario mi lascio carta bianca.
7) Consiglieresti questa esperienza ai tuoi colleghi universitari e laureati?
Si, indubbiamente!