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Cosa fare dopo il diploma?

Cosa fare dopo il diploma?

Il momento immediatamente successivo al diploma è spesso vissuto con grande emozione ma anche con ansia: “Cosa fare dopo il diploma?” è una domanda che si pongono molti giovani (e i loro genitori). In questo articolo cercheremo di fornire un quadro chiaro e affidabile delle possibilità reali, dei vantaggi e degli svantaggi di ogni percorso, e soprattutto suggerimenti pratici su come prendere una decisione consapevole.
Di seguito analizzeremo le principali opzioni (università, formazione tecnica, lavoro diretto, esperienze all’estero…), i dati sul mercato del lavoro, quali criteri considerare, errori comuni da evitare e infine un percorso guida per orientarsi al meglio.
Il contesto in Italia: dati di partenza
Prima di vedere le opzioni, è utile dare uno sguardo alla realtà del mercato del lavoro e dell’istruzione in Italia, per capire meglio le sfide concrete.
• Il rapporto “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali” dell’ISTAT (2023) mostra che tra i diplomati 20-34enni che non sono più in formazione, il tasso di occupazione è circa il 56,5%.
• Per i laureati nello stesso gruppo di età, il tasso di occupazione è molto più elevato, intorno al 74-76%.
• Secondo i dati Istat, avere un titolo terziario (post-diploma) porta un vantaggio occupazionale di circa 11 punti percentuali rispetto a restare con solo il diploma.
Gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) mostrano risultati molto interessanti: l’87% dei diplomati ITS risulta occupato entro un anno dal diploma.
• Nello stesso ambito, nel 2021, dei 4.218 diplomati ITS che hanno trovato un lavoro, ben il 90,9% opera in un’area coerente con la formazione ricevuta.
• Un dato che colpisce è che in Italia la percentuale di 30-34enni in possesso di un titolo di studio terziario è solo del 26,8%, molto inferiore alla media UE (circa 41,6%).

Questi numeri suggeriscono che continuare a studiare dopo il diploma può essere utile per aumentare le probabilità di inserimento nel mondo del lavoro, ma non garantisce da solo il successo: la qualità del percorso, la coerenza tra formazione e mercato, e il contesto territoriale contano moltissimo.
Quali opzioni ci sono?
Di seguito, le principali strade che uno studente può intraprendere dopo aver conseguito il diploma.

Università (laurea triennale o a ciclo unico)
Molti giovani optano per l’università, desiderosi di approfondire un campo specifico. Una laurea triennale (o a ciclo unico nel caso di discipline come Medicina, Architettura, Veterinaria) offre un percorso strutturato di studio avanzato.
Pro
• Ampia gamma di discipline e specializzazioni
• Possibilità, in seguito, di proseguire con una laurea magistrale
• Titolo riconosciuto a livello nazionale ed europeo
• Migliori prospettive occupazionali in molti settori
Contro
• Richiede investimento di tempo e denaro
• Non in tutti i casi garantisce l’inserimento immediato
• Esiste il rischio di mismatch: laurea troppo generica o non richiesta dal mercato

Istituti Tecnici Superiori (ITS) e percorsi tecnici post-diploma
Gli ITS sono percorsi specialistici di istruzione tecnica post-secondaria (2 o 3 anni), nati per accompagnare i giovani verso mestieri innovativi. Offrono una formazione ibrida: teoria, laboratorio e stage aziendali.

Questi percorsi sono molto apprezzati perché favoriscono l’inserimento lavorativo: nel 2023 si registra che l’87% degli studenti ITS è entrato nel mondo del lavoro entro un anno dal diploma. Indire Inoltre, la coerenza tra formazione e lavoro è alta: circa il 90,9% degli occupati ITS opera in un’area coerente con il percorso svolto.

Formazione professionale e percorsi regionali
In molte regioni esistono scuole o enti di formazione che offrono corsi professionali post-diploma, rivolti a tecnici specializzati (meccanica, automazione, informatica, energie rinnovabili, moda, agroalimentare). Questi percorsi hanno l’obiettivo di fornire competenze operative spendibili subito nel mercato del lavoro.

Lavoro diretto
Un’opzione sensata per alcuni è cercare un’occupazione subito dopo il diploma, magari in stage, apprendistato, contratti part time o posizioni junior in aziende locali. Ciò può comportare:
• Guadagno economico immediato
• Acquisizione di esperienza pratica
• Potenziale sviluppo di una rete professionale
Tuttavia, è una strada più incerta: senza ulteriori qualifiche o competenze, le prospettive di avanzamento possono essere limitate.

Gap year, esperienze all’estero o volontariato
Prima di impegnarsi in un percorso “definitivo”, alcuni scelgono di prendersi un anno sabbatico (gap year), dedicandosi a:
• Studio linguistico all’estero
• Stage o tirocini internazionali
• Progetti di volontariato
• Esperienze che aiutano a “respirare” e mettere ordine tra le idee
Questa può essere una scelta positiva se usata bene, per arricchire il proprio profilo e capire cosa si vuole fare veramente.

Combinazioni ibride
Non è raro combinare più strade: ad esempio, lavorare part time mentre si frequenta un corso serale, iscriversi a un corso online a distanza o svolgere un percorso ITS e poi passare all’università. Questa flessibilità può essere uno strumento potente per ridurre i rischi.
Come capire cosa fare dopo il diploma
Prendersi del tempo per riflettere è essenziale. Ecco alcuni suggerimenti in merito a come capire cosa fare dopo il diploma.

Valutare attitudini, interessi e motivazioni
Spesso la scelta più duratura è quella coerente con i propri talenti e interessi. Alcune domande utili:
• In quali materie ero più motivato e performante?
• Mi piace più la teoria o la pratica?
• Preferisco lavorare da solo o in team?
• Quali valori e cause mi stanno a cuore (ambiente, sociale, tecnologia, arte…)?
• Di che stile di vita vorrei avere (stabilità, viaggi, flessibilità)?

Informarsi bene sui corsi e sui mercati
Ogni percorso deve essere valutato non solo per il suo prestigio, ma per le sue prospettive reali di impiego. Per ogni corso universitario, ITS o professionale, è importante:
• Verificare il tasso di occupazione post-corso
• Verificare quanta parte del corso è pratica e stage
• Analizzare il numero di iscritti, la concorrenza
• Guardare dove lavorano gli alunni

Rivolgersi a orientatori qualificati
Molte scuole offrono servizi di orientamento; ci sono anche enti pubblici e privati specializzati. Un orientatore può aiutare con test attitudinali, colloqui individuali e simulazioni.

Visitare open day e chiedere esperienze a chi ha già percorso quel cammino
Andare agli open day universitari, alle presentazioni degli ITS, partecipare a workshop, parlare con studenti iscritti: tutte esperienze concrete che aiutano a capire come sono i percorsi nella realtà.

Stimare costi e risorse
Bisogna valutare se si ha la possibilità economica di sostenere le spese (università, libri, alloggio). Se non si ha un sostegno familiare consistente, potrebbe essere utile privilegiare percorsi più brevi o con borse di studio.
Cosa si può fare dopo il diploma: esempi concreti
Vediamo alcuni esempi concreti di sbocchi professionali legati a diversi percorsi post-diploma.

Università (Ingegneria, Informatica, Economia, Psicologia, Scienze della Comunicazione, Medicina, Giurisprudenza…) → il laureato può accedere a ruoli tecnici, manageriali, consulenza, ricerca, comunicazione, sanitario, giuridico.
ITS (Meccatronica, Nuove tecnologie per il Made in Italy, Biotecnologie, Trasporti e Logistica, Cybersecurity, Efficienza energetica…) → tecnici specializzati richiesti dalle imprese, con possibilità di inserimento rapido, in particolare nelle aree industriali avanzate.
Formazione professionale (meccanico, estetista, tecnico del benessere, green economy, edilizia…) → lavoro operativo in aziende, laboratori, officine, saloni, ecc.
Lavoro diretto (impiegato, assistenza, settore commerciale, vendite, stage aziendali) → accumulo di esperienza, guadagno immediato, crescita su base pratica.
Volontariato, esperienze internazionali, percorsi linguisticI → arricchimento personale, network, miglioramento delle competenze trasversali (soft skills).

In molti casi, questi sbocchi non sono mutuamente esclusivi: ad esempio, un diplomato in elettronica può scegliere un percorso ITS correlato, oppure lavorare part time mentre studia all’università.
Come scegliere cosa fare dopo il diploma
La scelta non è facile, ma ecco alcuni criteri guida che possono aiutare a prendere una decisione informata:

1. Coerenza con il mercato locale
In alcune aree vi è forte richiesta di figure tecniche (industria, manifattura, energia), mentre altrove prevalgono i servizi, il turismo o il digitale. Scegliere percorsi in linea con le esigenze del territorio può aumentare le probabilità di trovare lavoro.

2. Concretezza del percorso
Un corso troppo teorico senza laboratorio o stage può diventare “teoria fine a sé stessa”. È importante preferire percorsi che includano esercitazioni, tirocini, interazione con aziende.

3. Durata e flessibilità
Se si preferisce un percorso breve, gli ITS o corsi professionali possono essere più gestibili. Se si è disposti a investire tempo, l’università offre maggiori potenzialità. La flessibilità (modo di studio, possibilità di lavorare contemporaneamente) è un plus.

4. Ritorni occupazionali
Valutare bene i dati reali: percentuale di assunti dopo il corso, tipologia di contratto, congruenza tra studio e lavoro. Un percorso con elevato tasso di abbandono o con molti laureati disoccupati è un rischio maggiore.

5. Risorse personali (economia, supporto familiare, trasporti)
Se non si dispone di grandi risorse economiche, potrebbe essere opportuno scegliere un corso meno oneroso o con borse di studio. Anche la distanza geografica dal luogo di studio conta: trasferirsi implica costi e sacrifici.

6. Propensione al cambiamento e aggiornamento continuo
In un mondo del lavoro in rapida evoluzione, chi ha la capacità di evolversi, studiare nuove tecnologie e adattarsi ha un vantaggio competitivo.
Errori comuni da evitare
Per evitare passi falsi, ecco alcuni errori che molti giovani compiono:

• Scegliere solo per “prestigio”, senza valutare la concretezza del percorso
• Lasciarsi influenzare solo da consigli familiari o da stereotipi
• Non informarsi sui dati reali di occupazione
• Sottovalutare il fatto che il diploma da solo non basta
• Ignorare competenze trasversali (lingue, informatica, soft skills)
• Non prevedere un piano B
Un percorso guida: passi operativi
Ecco una mappa che uno studente può seguire:

1. Prendere del tempo per riflettere e staccare un po’ dallo stress post-esame
2. Fare un bilancio personale: interessi, attitudini, punti di forza e di debolezza
3. Informarsi sulle opzioni: università, ITS, corsi professionali, lavoro diretto
4. Partecipare a open day, convegni, eventi di orientamento
5. Parlare con studenti e professionisti del settore
6. Fare eventuali test di orientamento
7. Stilare una short list di 2-3 opzioni
8. Valutare i pro e i contro (durata, costi, sbocchi, distanza, fattori personali)
9. Fare una scelta, con la consapevolezza che potrà essere modificata in corsa
10. Se possibile, prevedere un piano B (alternativa che tenga conto di un possibile cambio)
La domanda "Cosa fare dopo il diploma?" non ha una risposta unica valida per tutti. Ogni studente è un mondo a sé, con risorse, aspirazioni e vincoli propri. Il miglior approccio è informarsi, riflettere e scegliere in base a dati reali e obiettivi personali.
Se desideri, posso aiutarti a valutare la tua situazione personale (indirizzo scolastico, interessi, zona geografica) e suggerirti opzioni concrete adatte a te: vuoi procedere con questo?
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